CONOSCENZA O ESPERIENZA: Il confine che fa discutere sulla loro importanza
Qualche giorno fa ho assistito ad un acceso dibattito su Facebook riguardo a questa domanda che oggi ti pongo.
Conoscenza o esperienza, quale conta di più?
Ebbene, la polemica è iniziata quando un professore universitario, molto noto sui social, laureato in giurisprudenza, ha sostenuto che se non hai la conoscenza di un argomento, data dallo studio e da una laurea, non puoi parlare o insegnare qualcosa a qualcuno soltanto perché hai avuto una esperienza su un determinato argomento.
Ma cosa ha detto esattamente per accendere il disaccordo di diversi utenti?
È partito dicendo che: "se tu sei stato per qualche ragione in una aula di tribunale facendo così un'esperienza in merito non significa che tu sia un'avvocato o giudice" e ha concluso con un paragone a mio avviso infelice dicendo (testuali parole): "una madre non è un pediatra."
A sentire queste parole è come se stesse dicendo che se non hai studiato o non hai una laurea, ma hai esperienza, quella esperienza non ti da diritto di poter parlare o insegnare qualcosa perché non ne sai abbastanza. Puoi insegnare qualcosa a qualcuno solo se sei laureato e hai studiato l'argomento.
Niente di più sbagliato! E appunto, questa affermazione viene da un laureato in legge.
Tu sei d'accordo con le sue parole? Io no e ti spiego perché.
La settimana scorsa stavo facendo delle ricerche in internet quando mi capita tra le mani un articolo di giornale in cui a parlare era una Psicologa e, a detta del giornale, una delle massime esperte in manipolazione mentale.
Questa Psicologa parlava della manipolazione che avviene nelle Sette e ha fatto delle affermazioni completamente errate che, per me che ho vissuto 8 anni in una setta e solo dopo esserne uscita ho studiato un po di psicologia da autodidatta, risultavano davvero imbarazzanti e leggerle faceva anche una certa rabbia.
Perché questo?
Perché era palese che la persona che faceva quelle affermazioni con tanta sicurezza spacciandole per verità assolute in realtà non ha mai vissuto quei contesti e non ha la minima idea della mala informazione e delle affermazioni non veritiere che ha fatto.
È laureata? Si. È una Psicologa? Si. È considerata la massima esperta italiana di manipolazione mentale? Si. Ha studiato? Si.
Eppure non ha la minima idea della gravità di certe affermazioni che ha fatto e del danno che le sue affermazioni possono provocare in chi certe cose non le sa e prende per buono quello che lei ha detto.
Questa persona, sulla carta, ha sicuramente qualifiche, qualcosa sull'argomento la sa, sentendo diverse vittime di abusi psicologici una idea se l'è fatta, ma non ha esperienza, tant'è che ha paragonato la manipolazione che avviene nelle Sette a quella che può avvenire in un contesto famigliare sostenendo che le dinamiche manipolatorie della Setta appartengono a tutti i contesti tossici, inclusa la famiglia.
Ha fatto di tutta un'erba un fascio ma c'è una netta, nettissima differenza tra la manipolazione in contesto famigliare e quella nelle Sette, sono imparagonabili! E lei da Psicologa DOVREBBE saperlo.
Le cose vissute sulla propria pelle ti formano come niente può. Ci sono cose che non ti insegna nessuno e che non trovi nei libri. Le Impari solo sul campo, vivendole!
Facciamo un esempio ancora più pratico: un medico studia tanto e fa diversi tirocini che durano mesi se non anni.
Perché secondo te?
Perché i libri ti insegnano sicuramente ma quante situazioni diverse possono succedere ad un medico? Quante tipologie di pazienti? Quante cose simili che improvvisamente cambiano e non le ha mai viste scritte sui libri o nessuno gliel'ha insegnate?
I libri ti danno le basi e la conoscenza ma poi devi fare esperienza per diventare pratico, esperto, capire quante situazioni ti possono accadere, quante varianti e cosa puoi fare. E per fare un ulteriore esempio prendiamo il Covid.
I professionisti sanitari hanno studiato il fatto che possono esserci delle pandemie e cosa si può fare, cioè protocolli e procedure. Ma il Covid non esisteva, non lo conosceva nessuno.
Quanti erano davvero preparati a una cosa del genere? Nessuno. Chi aveva mai vissuto una cosa simile? Nessuno. Quanti libri avevano mai parlato di una cosa così e di come comportarsi? Neanche uno.
Ecco allora che non si può assolutamente dire che una persona non laureata ma che ha esperienza abbia meno diritto di parola solo perché le manca un pezzo di carta mentre chi ha la laurea sa esattamente cosa fare.
Allo stesso modo, quando parla qualcuno che ha esperienza bisogna vedere chi è la persona che parla.
Cosa voglio dire con questo? Semplice.
Il professore sosteneva che chi ha esperienza, ma non la laurea, non può parlare o insegnare perchè l'esperienza stessa genere emozioni che vanno a modificare la veridicità di quello che poi uno racconta.
Non condivido nemmeno questo. Non completamente.
È vero che le emozioni possono a volte modificare come si vive una situazione, specialmente quelle negative (perché a questo ci si riferiva) ma, quando parla qualcuno con esperienza si vede subito se ha superato quell'esperienza o meno.
E poi, una persona che ti racconta una esperienza, se si sente veramente ascoltata, non ha bisogno di ingrandire la cosa per attirare l'attenzione o farsi grande agli occhi di altri.
Nella maggior parte dei casi comunque, chi parla per esperienza racconta il proprio vissuto per aprire gli occhi agli altri, per metterli in guardia, per insegnare ciò che nessuno insegna o anche per dare testimonianza di un cambiamento o di come si sia riusciti ad affrontare una determinata situazione.
Attraverso le esperienze, ascoltando anche quelle altrui, si ha modo di confrontarsi, di imparare cose nuove, spesso anche aneddoti che nella vita di tutti I giorni in certi casi ti salvano proprio, eppure nessuno te le insegna.
Quindi, in conclusione, conoscenza ed esperienza vanno di pari passo. Non puoi conoscere veramente bene una cosa se non ne fai esperienza e spesso, nella vita di tutti i giorni, non puoi fare esperienza senza avere un minimo di conoscenza.
Soprattutto, non esiste chi ha più diritto di parola rispetto ad altri. Tutti hanno il diritto di esprimere un' opinione, CON I DOVUTI MODI ovviamente. Ma ancora più importante è che nessuno può fare un'affermazione spacciandola per verità assoluta perché tutto può cambiare e l'unico che ha espresso verità assolute, e che potrebbe esprimerle tutt'ora, è solamente Dio.
Tu cosa ne pensi?

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